MyCulture

Orazio e la sua poetica : analisi delle opere e dello stile

Orazio

La Poetica di Orazio: opere e stile


GLI EPODI

17 componimenti, chiamati iambi per via del metro, ispirati alla poesia giambica greca.  Il titolo rimanda alla metrica.

Modelli: Archiloco di Paro per la forma metrica, l’epodo, i ritmi e i suoni ma con un aggressività meno marcata; Callimaco per la varità dei contenuti e dei temi.

Orazio si vanta di essere il primo ad aver composto un intero componimento in metro giambico, a differenza di Catullo che lo utilizzava tra i suoi carmi nel “liber”.

LE SATIRE

La satira con una grande varietà di temi, un tono moraleggiante e un linguaggio fortemente espressivo si sviluppa dapprima con Ennio, in seguito con Lucilio, vero iniziatore della satira, e la codificazione del genere caratterizzato da uno spirito mordace e aggressivo colpendo le persone mettendone in risalto le ipocrisie, le bassezze, i difetti e le mancanze.

 

Il Sermo Urbano

Orazio mira a conferire al genere una dignitosa dignità formale, egli mantiene moralismo, invettiva e autobiografia(mantiene anche l’esametro) ma abbandona il linguaggio spiccamente realistico e adotta l’ideale di “sermo urbano”, vivace, duttile, ironico, ma sempre controllato, abbandona le espressioni più concrete della lingua d’uso e le forzature del linguaggio comico. La dimensione diventa più intima e riservata confinata in una sfera privata, ristretta. Si tratta di una saggezza che si presenta come il frutto di un’elaborazione personale, fondata su elementi che derivano dall’esperienza esistenziale di Orazio e dalla sua formazione culturale. La ricerca morale delle satire sembra costruire un presupposto per il conseguimento della felicità.

Alcune hanno andamento narrativo altre discorsivo, hanno un carattere colloquiale e prosatico ma anche una notevole varietà espressiva.

LE ODI

Modelli

LE EPISTOLE

IL POETA DELLA MISURA

La felicità come modus principio epicureo che impedisce di abbandonarsi agli eccessi materiali o spirituali, e consente di raggiungere l’autosufficienza interiore cifra di un vero saggio. Sceglie di vivere una vita misurata, che oscilla tra l’angoscia data dalla consapevolezza dello scorrere del tempo e le piccole gioie quotidiane. È “nefas” fare affidamento alle cose future perché considerate incerte, ciò che l’uomo può fare è rifugiarsi in uno spazio delimitato dove trovare serenità e piacere.

Orazio e l’ideologia del principato  Augusteo la regione introspettiva del poeta non può non confrontarsi con la realtà politico-sociale del tempo. Nelle Odi si misura con tematiche civili e nazionali ma la sua adesione all’ideologia augustea non può essere considerata pura celebrazione del princeps o propaganda. Orazio approva la restaurazione del mos maiorum nella necessità di un rinnovamento etico religioso della società. Nonostante l’adesione al governo di Augusto, però, Orazio  non cade mai nella propaganda.

Orazio: Il poeta della noia e dell’inquietitudine

la pace politica però, non è riuscita a produrre in Orazio la pace interiore, e negli ultimi anni della sua vita si vide costretto ad appartarsi dalla vita cittadina ed andare a vivere in campagna. Negli ultimi componimenti: Le Epistole, emerge la fragilità del poeta, l’inquietudine, l’insoddisfazione tra ciò che è e ciò che vorrebbe essere, la costante ricerca del senso della vita che sembra essere smarrito. L’uomo di oggi può riconoscersi nella contraddittorietà di Orazio per riuscire a convivere con se stessi ed accettare la propria posizione.

LA METRIOTES E L’AUTARKEIA IN ORAZIO

nei componimenti di Orazio troviamo questi due principi. Il primo come principio guida e metro di giudizio per controllare e limitare passioni e desideri, ovvero l’applicazione del senso di misura in ogni ambito del vivere che conduce al raggiungimento dell’autosufficienza(uno degli obbiettivi più alti dell’etica oraziana)

LE GIOIE PIÙ PREZIOSE DELL’UOMO

Partendo dalla riflessione sul tempo che scorre inesorabilmente e conduce alla more, Orazio individua quelle che sono per lui le gioie più preziose per l’uomo, che ne deve godere senza mai abbandonarsi agli eccessi. Spiccano le gioie del banchetto, ovvero la compagnia degli amici, secondo il modello del simposio; l’atmosfera simposiaca è rappresentata nelle odi e rappresenta la parte vissuta della vitaà trae spunto dalla poesia greca lirica arcaica. L’amicizia per Orazio costituisce il bene supremo dell’esistenza, con frequenza Orazio fa riferimento ai suoi amici e li esorta a non perdere tempo e li rende consapevoli del loro destino. Anche l’amore rappresenta una delle gioie della vita, meno intensa dell’amicizia, per lui non è tragico come in Virgilio o tormentato come in Catullo, all’amore va a pplicato il principio del “giusto mezzo“ per evitare furore e pazzia; è una gioia giovanile e nella vecchiaia dell’amore rimangono solamente malinconici ricordi.

LE MALATTIE DELL’ANIMO DI ORAZIO

La conoscenza della precarietà della vita, che trascorre inarrestabile è profondamente radicata nella sensibilità di Orazio, in particolare nelle Odi. Nelle Epistole invece si parla del tramonto precoce della giovinezza e l’angoscia causata dallo scorrere inesorabile del tempo. Questa sua concezione lo accompagnerà per tutta la sua vita interiore tormentata dall’incostanza e l’irrequietezza.

LA FUNZIONE ETERNATRICE DELLA POESIA

La doppia anima della lirica di Orazio

la lirica oraziana ha duplice ispirazione di fondo. Da una parte come il poeta dell’interiorità, della faticosa conquista della saggezza, della malinconia dettata dallo scorrere del tempo, dell’appagamento da pochi e misurati piaceri e dell’equilibrio interiore; dall’altro celebra l’eroismo e le conquiste del princeps, la missione civilizzatrice di Roma, le virtù degli antenati.

La poesia civile in Orazio

Orazio appoggia soprattutto l’intento che Augusto aveva di reastaurare gli antichi valori, quindi l’esaltazione della virtus, la promozione della “clementia” e della “pietas” che trovano riscontro nella poetica oraziana. Orazio si sente pronto a celebrare i valori in cui si rispecchia la società, e si identifica in un “vates”, un vero e proprio sacerdote della muse, a cui si ispira per istruire la moltitudine al rispetto dei valori fondati della nuova società romana.

La poesia è per lui l’unico metodo per opporsi alla fuga del tempo, la poesia è immortale ed è immortale chi la compone e coloro per i quali e composta, quindi sono eterni i valori che sono alla base della grandezza di Roma.

MODELLI CULTURALI E LETTERARI

In Orazio è vivissima la consapevolezza del proprio debito nei confronti della cultura Greca, e si dichiara erede della poesia arcaica. È consapevole del suo legame con Alceo e Saffo, Archiloco, Anacreonte e Pindaro, che elabora rendendolo tema fondamentale della sua poetica, il “primus ego” , rivendica di aver introdotto per primo nella letteratura latina i metri e i toni della poesia greca arcaica. Riproducendo anche l’eleganza della poesia alessandrina, Orazio da vita a una poesia raffinata, complessa ed elaborata, la cui originalità si fonda su un costante dialogo con la tradizione della poesia greca. Sono anche importanti i modelli romani, Lucilio per la satira da cui riprende l’esametro, il gusto per la polemica mordace e lo spirito aggressivo, nonché l’elemento autobiografico. Da Catullo e i poeti novi invece riprende il principio del labor limae che porta alla ricerca di eleganza e della raffinatezza formale, nonché di immediatezza espressiva

LO STILE DI ORAZIO

Ars Poetica di Orazio

 

Exit mobile version