Amore nella la lirica cortese

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Nel Medioevo l’amore era un sentimento fondato sulla sublimazione della donna, come un impulso in grado di esaltare tutte le migliori qualità spirituali di una persona.

L’amore cantato dai trovatori era, a volte, frutto della lealtà verso il signore oppure amore vero verso la donna. Il trovatore cantava alla dama il suo desiderio e si mostrava a lei come vassallo al suo servizio.

Molte volte quest’amore era a senso unico, ma se la donna sposata fosse stata consenziente, il sentimento sarebbe potuto sfociare nell’amore adultero.

L’amore cortese e’ caratterizzato da precisi rituali e codici di comportamento che prevedono la dedizione assoluta e il servizio dell’amante nei confronti della donna amata.Tra loro nasce una promessa di fedelta’ che e’ simile al rapporto tra il vassallo e il feudatario.La concezione dell’amore cortese si manifesta nel trattato “De Amore” di Andrea Cappellano,un’opera scritta in latino,in cui viene descritta la natura e la genesi dell’amore e i modi in cui essa si manifes.Il poeta ritiene che l’amore sia una passione che nasce da un pensiero incessante rivolto all’oggetto del desiderio.L’amante,infatti dopo che l’immagine della donna ha colpito la sua vista,e’ pervaso da un pensiero ossessivo dal quale non puo’ distaccarsi.

Per ciò evidenziato precedentemente ritengo che lo sviluppo di questa concezione dell’amore, che contraddistingue appunta l’opera cortese, nonostante sia stata notevolmente influenza dagli avvenimenti storici del periodo, i sentimenti e le emozioni che suscitano ad ogni lettore possono essere riconosciute in ognuno di noi.

 

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