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Considerazioni e commenti dei primi dieci capitoli dei promessi sposi

Promessi sposi La prevalenza di spazi interni La vicenda si snoda prevalentemente in spazi interni: le stanze della casa paterna e il monastero. A entrambi i luoghi può essere attribuito un valore sia simbolico: quello dell’esclusione di Gertrude dalla vita che ella sogna, e quello della reclusione, della separazione dal mondo esterno. Il “fuori” è sempre un luogo di pericolo, di tentazioni.     Possiamo facilmente intuire, sin dalla lettura dei soli primi 10 capitoli, L’ ipocrisia, ma soprattutto il sbagliato  modo di intendere la religione nel 600.  Possiamo in qualche modo  comprendere e giustificare quest’aspetto tenendo in considerazione l’ ignoranza ramificata nella società dell’epoca . La religione in questo periodo non è più intesa come fede, bensì come interesse. Un ben noto esempio riportato da Manzoni lo ritroviamo durante la descrizione di Don Abbondio, nella quale viene esaltato il motivo del percorso religioso di don Abbondio che non è di certo legato ad una reale vocazione interiore, bensì ad  un solo timore di coloro che come Don Rodrigo detenendo un maggiore potere potevano infastidirlo o andargli contro.  Invece in molti altri casi, non è solo legato ad un interesse di tipo economico come nel caso di Don Abbondio , ma anche di tipo familiare come nel caso di Geltrude, la quale è costretta  a diventare monaca e a vivere una vita rinchiusa in convento per volere del padre. Da ciò evince appunto la debole personalità di gertrude una ragazza che cede al volere della famiglia e costituisce un fondo l’esempio della ragazza tipo del seicento, che vittima dell’ipocrisia religiosa è costretta  a vivere in contraddizione con se stessa.

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